L’uomo che guarda…
L’uomo che mi guarda non è un film di Tinto Brass, il padre dell’eros, ma semplicemente un desiderio erotico di alcune donne che hanno un rapporto erotico con il sesso e non credono che l’eros sia un mezzo dovuto per arrivare all’atto fisico in sè.
Ti dico guardami perchè ho bisogno di questo e tu resta lì, seduto su quella poltrona, sciogli il nodo della cravatta e sbottona appena la camicia, e sorridi perchè il tuo sorriso illumina il mio cielo ed io ho tanto freddo…non ti voglio guardare negli occhi, quelli occhi neri come la notte, un po’ li temo, mi esulano dal mondo, mi fanno sentire così indifesa, così sbagliata…però guardami, ma non incitare la mia goffaggine, la mia timidezza, io non sono quello che scrivo…indosso un completino nero, calze autoreggenti, perizoma, ed una canotta nera, trasparente, attillatta…mi avvicino a te, la luce è soffusa, mi passi una birra, sai a mè piace la Ceres, lo so, non è molto femminile, però anche bere senza il bicchiere e mi eccita e forse anche a te la gocciolina che scende dalle mie labbra e che ti invito a baciare…immagino dietro alle tue spalle un vetro nero e dietro ancora tanti uomini che guardano…ma io vedo solo te e tu vedi, almeno per una volta, solo me. Sfilo le mutandine, mi eccita farlo, resto con le autoreggenti, le tue dita disegnano un cuore, quel cuore dolcemente si fa strada nel mio intimo, poi un sussulto…mi alzi piano la maglia, un seno resta coperto, l’altro nella tua mano, giochi con i miei capezzoli, mentre io ti slaccio i pantaloni e ti cavalco dolcemente, io completamente nuda, tu vestito del tuo essere incerto…non sai se restare o scappare per sempre…

Iscriviti al nostro RSS








