Stupro, merce di scambio
La responsabilità di quello che è scritto sta nel pensiero di una donna, che scrive ciò che pensa e che non ha nulla da perdere. Credo che la legge del taglione sia l’unica legge da dover attuare in questi casi, perchè nessuno stupratore va recuperato, ma va stuprato. Non c’è terapia che aiuti a superare una simile tragedia, c’è solo la forza della donna, e la donna è forte per natura perchè è colei che mette al mondo i figli, alcuni buoni e bravi, alcuni che poi andranno in giro a stuprare.
E’ facile tradire la fiducia di una donna, specialmente quella ingenuamente concessa, con imprudenza, specialmente fra coetanei, oppure fra conoscenti e parenti serpenti, eppuro lo sguardo di uno stupratore è quanto piu’ spaventa, è una macchina impazzita, è il diavolo della morte, è una bestia assetata di sesso e di sangue. La libertà di poter essere donna viene improvvisamente tolta, e viene sostituita con l’intimo violato e con l’odore dello stupratore. Poi susseggue la parte ancora peggiore, le ferite, le gravidanze, le lesioni, il sangue, l’ospedale, in alcuni casi la denuncia, la prassi necessaria ed ulteriori verbali e…ancora uomini. Ma le domande perchè non le fate allo stupratore?
Con quale linguaggio è possibile parlare ora? Già, con quello della scusa…la scusa all’alcool, agli alcolici, all’incapacità di intendere e di volere. Dare una difesa nel processo al responsabile, è ben altro dell’assolverlo pubblicamente e moralmente, così si incoraggia solo l’arroganza e si mortifica nuovamente la vittima. Il filo interiore si spezza, non c’è piu’ nulla da fare e forse lei, ragazzina amava un principe azzurro dagli occhi di ghiaccio…

Iscriviti al nostro RSS


